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Pratiche SEO sconsigliate e penalizzazioni
(Dal libro "Manuale operativo sulla SEO")

 


In linea generale, Google è abbastanza avaro nel fornire informazioni sul funzionamento degli algoritmi che decidono il posizionamento dei siti web nelle SERP.

Il fatto che non espliciti come funzionano i suoi bot, le tecnologie e l’intelligenza artificiale che gestiscono la Universal Search, non significa però che non sia possibile intuirlo e decifrarlo.

Ciò premesso, il team di Google è un po’ più generoso nel far conoscere quali siano le azioni e le attività che inducono il motore di ricerca a penalizzare i siti web.

Data l’importanza dell’argomento, desidero che tu faccia molta attenzione, perché quando un sito web viene penalizzato, subisce un declassamento di posizione nei risultati di ricerca o, nei casi più estremi, la cancellazione dai suoi indici.

Pratiche sconsigliate e penalizzazioni


Ma quali sono gli errori più comuni che vengono commessi nella gestione dei siti web che inducono Google a penalizzarli?

Sebbene l’elenco che segue non sia esaustivo, e nuovi elementi di penalizzazione si aggiungono con il passare degli anni, ti presento gli errori che vengono commessi più frequentemente e a cui è necessario porre la massima attenzione:

  • pubblicare contenuti copiati da altri siti;
  • usare materiale protetto da copyright o di proprietà di altri;
  • inserire nelle pagine link e contenuti nascosti;
  • inserire backlink su siti spam;
  • creare profili backlink innaturali;
  • pubblicare un numero eccessivo di parole chiave nelle pagine;
  • la presenza di virus, sistemi hacking e phishing.

Vediamoli in dettaglio.

- Pubblicazione di contenuti duplicati

La pubblicazione di contenuti duplicati è probabilmente al primo posto tra i fattori che penalizzano maggiormente i siti web.

Ricorda, infatti, che avere nel proprio sito contenuti originali e inediti è uno dei pilastri della SEO, e c’è una buona ragione: Google non inserirà nelle SERP siti o pagine web che hanno contenuti identici o troppo simili. Questa pratica, ovvero la pubblicazione di contenuti già utilizzati su altri siti, dunque, se usata potrebbe causare penalità al ranking di un sito web. Vale sia se si duplicano gli stessi contenuti su più pagine dello stesso sito, sia se si copiano da un sito per pubblicarli in un altro.

Questo non significa che non si possa riportare una citazione o un piccolo stralcio di un contenuto altrui, ma bisogna avere l’accortezza di attribuire la paternità del testo al sito web dal quale viene copiato, citando la fonte. Tuttavia, anche in questo caso, è fondamentale non esagerare o abusarne.

- Usare materiale protetto da copyright

Un altro errore che potrebbe costare caro sul fronte delle penalizzazioni riguarda l’uso non autorizzato di materiale protetto da copyright. Google è particolarmente severo nel punire questi comportamenti.

Considerando che può capitare di utilizzare volontariamente o meno contenuti duplicati senza le necessarie autorizzazioni, è facile immaginare quanto sia semplice oggi esporsi a potenziali penalità da parte dei motori di ricerca.

Il mio consiglio è di usare testi, foto, immagini e video di proprietà del titolare del sito, evitando così anche problemi di natura legale. Inoltre, come già detto in precedenza, utilizzare materiale originale aumenta il valore di un sito web, con effetti positivi sul posizionamento.

Se proprio vuoi inserire nelle pagine che stai ottimizzando contenuti protetti da copyright (per esempio, stralci di un libro), assicurati almeno di ottenere le necessarie autorizzazioni, tenendo sempre presente che dal punto di vista SEO è bene non abusare di questa pratica.

- Utilizzare link e contenuti nascosti

Un trucco che appartiene più al passato e praticato dalle web agency poco professionali, è quello di nascondere nelle pagine del sito contenuti testuali e link infarciti di parole chiave. L’obiettivo è di forzare in modo innaturale le ottimizzazioni, facendo sì che gli utenti vedano una versione della pagina web e che i bot dei motori di ricerca ne leggano un’altra. Un esempio è utilizzare testi e link dello stesso colore dello sfondo, rendendoli invisibili agli utenti. Google nel tempo è diventato particolarmente abile a intercettare questi stratagemmi e non esita a penalizzare i siti che ne fanno uso.

- Inserire backlink su siti spam

Anni addietro, chi si occupava di ottimizzazioni SEO inseriva link su siti spam e di bassa qualità badando più alla quantità che alla loro qualità. Oggi le regole sono cambiate e avere molti backlink su siti scadenti può comportare penalizzazioni.

La link building è una tecnica che funziona e porta risultati, ma è bene evitare di avere un elevato numero di backlink su siti di basso valore, pieni di pubblicità e contenuti scadenti.


- Creare profili backlink innaturali

Pubblicare in modo artificioso una quantità elevata di backlink in un arco di tempo ristretto può rappresentare un fattore di declassamento.

Per essere efficace, la creazione di un profilo di link deve avvenire in modo naturale e senza forzature, altrimenti i motori di ricerca possono abbassare il ranking del sito web. Il modo migliore di agire, quindi, non è pubblicare link a destra e a manca senza logica, ma creare backlink in modo graduale e naturale, diluendo l'attività nel tempo.


- Esagerare con le parole chiave

L’eccessivo uso di parole chiave all’interno di una pagina è un altro degli errori più comuni che vengono commessi quando si cerca di ottimizzare i contenuti.

Contrariamente a una convinzione ancora un po' diffusa, usare una quantità innaturale ed eccessiva di parole chiave in una pagina web può portare a penalizzazioni da parte di Google. Considera anche che un testo pieno di keyword risulta pesante e poco gradevole da leggere. Dunque, è assolutamente da evitare.

Inserisci invece in modo equilibrato e naturale le parole chiave nei testi, nei titoli, nell’attributo Alt delle immagini, nei nomi dei file e nei meta tag, alternandole con parole correlate e sinonimi. Se lo farai senza forzature, ti metterai al riparo da retrocessioni.

- Virus, hacking e phishing

La sicurezza informatica è un tema piuttosto importante, e Google lavora duramente su questo fronte per assicurarsi che i suoi utenti non subiscano danni.
Per questo motivo, il motore di ricerca penalizza o esclude dai risultati di ricerca i siti web che vengono violati, attaccati da virus o utilizzati per attività di phishing. Rendi dunque il tuo sito il più sicuro possibile e utilizza il protocollo https.

Naturalmente, i motori di ricerca utilizzano una serie di ulteriori criteri e parametri per penalizzare i siti web. Tuttavia, ritengo che i fattori appena presentati siano di gran lunga quelli più frequenti e su cui porre la massima attenzione.

 

 



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