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I testi SEO-friendly
(Dal libro "Manuale operativo sulla SEO")

 


Nel realizzare pagine web e contenuti, la parte testuale deve rappresentare il cuore della tua comunicazione.

Ma come elaborare testi ottimizzati e di qualità per puntare a un buon posizionamento di un sito web? Quali sono gli elementi che dovresti curare per creare un buon testo?

Proviamo a scoprirlo.

I testi SEO-friendly


L
originalità

Anche se questa caratteristica potrebbe apparire scontata per i professionisti impegnati quotidianamente nella realizzazione di contenuti, giova pur sempre ricordarlo, soprattutto a chi è meno esperto: i testi di un sito web devono essere originali e inediti e non copiati da altre fonti.

Google è particolarmente severo nel punire chi duplica contenuti altrui, e se dovesse scoprire che hai copiato testi da altri siti (e stanne certo se ne accorgerà!) finirà col penalizzare le tue pagine web. Se poi a tutto ciò aggiungi i problemi che potresti avere con l’autore dei contenuti originali, dovresti avere sufficienti elementi per capire che copiare non conviene mai.

Naturalmente, questo non significa che tu non possa utilizzare stralci di testi di altri. È il caso frequente di chi vuole riportare dichiarazioni di personaggi pubblici, sentenze, aforismi e altro ancora. I testi eventualmente copiati dovranno comunque costituire una parte esigua ed è bene mettere sempre in evidenza che si tratta di citazioni e riportarne la fonte. La maggior parte dei CMS, come ad esempio WordPress, utilizza appositi plugin o funzionalità che consentono di farlo con facilità.

In tutti i casi, per evitare problemi con l’autore del testo, è consigliabile leggere sempre le regole di utilizzo, generalmente presenti sul sito web. Nel dubbio e volendo essere scrupolosi è comunque buona norma chiedere sempre prima l’autorizzazione.


Uso naturale delle keyword

I testi di un sito web e delle sue singole pagine devono contenere le parole chiave per cui desideri posizionarti nelle SERP. Di questo tema ci siamo occupati diffusamente nei precedenti capitoli, che potresti eventualmente rileggere prima di procedere oltre se qualcosa non dovesse essere sufficientemente chiaro.

In questa sede, non posso non ricordare ancora una volta quanto sia importante cercare di evitare le forzature e la keyword stuffing. L’eccessiva ripetizione di parole chiave all’interno dei testi, soprattutto se in modo innaturale, costituisce infatti un potenziale motivo di penalizzazione da parte di Google, che potrebbe etichettare il sito come spam. Per tale motivo, elabora contenuti naturali e usa il buon senso. Ricorda che l’obiettivo è scrivere per gli utenti, che un numero eccessivo di parole chiave degrada il testo e che anche un numero troppo esiguo non trasmette in modo efficace ai motori di ricerca le informazioni necessarie per l’indicizzazione.

Nel link che segue trovi un esempio di testo in cui ho inserito un certo numero di volte la parola chiave "SEO Agency Torino":

www.salamone.it/seo-agency-torino


I grassetti

Quando formatti un testo, è consigliabile usare il grassetto per evidenziare frasi o parole rilevanti. Non solo aiuta a catturare l'attenzione del lettore su parti importanti, ma indica anche a Google gli elementi di maggior rilievo. Utilizzare il grassetto può quindi migliorare la qualità della lettura ed enfatizzare gli aspetti su cui desideri che il lettore si concentri maggiormente.

Per vedere un esempio di come ho utilizzato io il grassetto in un testo, visita il seguente link:

www.salamone.it/consulente-seo-como

Sezioni di testo

Per quanto riguarda i testi presenti nelle pagine, è importante organizzarli in sezioni con i rispettivi titoli, facilitando così la lettura e la comprensione al lettore. È inoltre essenziale inserire, per ogni titolo, specifici tag HTML che indichino a Google il loro livello di importanza. Stiamo parlando dell'h1, h2, h3 fino a h6, che esamineremo più dettagliatamente a breve.

A titolo di esempio, per mostrarti un testo diviso in sezioni con relativi titoli, visita questa pagina sul mio sito:

www.salamone.it/blog/post/il-blog-aziendale


I tag "h"

Con i tag "h" (h1, h2, h3 fino a h6), denominati anche "tag di intestazione", comunichiamo a Google il valore dei titoli presenti in una pagina web. Per tale motivo, dovresti cercare di porre grande attenzione al loro utilizzo.

Come ho già avuto modo di dire in precedenza, nel titolo principale della pagina e nei titoli delle sezioni vanno inserite le parole chiave primarie, le correlate e i sinonimi, sia a coda corta che a coda lunga. I tag di cui stiamo parlando hanno la sola funzione di assegnare un ordine di importanza.

Si inizia dal tag h1 che viene attribuito al titolo principale della pagina, per poi assegnare i successivi tag (h2, h3 e, se necessari, anche h4 e h5) ai titoli delle sezioni.

Nel link che segue puoi vedere una grafica che mostra come vanno inseriti i tag nel codice:

www.salamone.it/tag-h1-h2-h3

Nota

Se sei a digiuno di HTML e ti trovassi in difficoltà con la gestione dei tag di intestazione, puoi anche trascurarli e rinviare il loro uso a un momento successivo. I motori di ricerca oggi sono talmente evoluti che sanno distinguere molto bene se un testo o un titolo è rilevante oppure no, ad esempio dalla grandezza dei font e se sono in grassetto o meno, ma anche dalla loro posizione all’interno della pagina rispetto agli altri contenuti.

La lunghezza

Molti aspiranti SEO Specialist si domandano spesso quale debba essere la lunghezza ottimale di un testo che va inserito in una pagina web. Sebbene ci siano diverse scuole di pensiero, in realtà non c’è un numero di parole ideale in termini assoluti da rispettare.

Secondo me, la regola più funzionale è quella secondo cui la lunghezza del testo in una pagina web deve essere sufficiente a soddisfare lintento di ricerca dell’utente. In altre parole, dovrà essere lungo quanto basta per appagare il desiderio di conoscenza del lettore e rispondere in modo esaustivo alle sue domande o curiosità.

Se, tuttavia, desideri avere una base di riferimento, ti consiglio di non scendere sotto le 400 parole. Non sentirti tuttavia obbligato ad arrivare necessariamente a tale soglia. Se ritieni di avere fornito tutte le informazioni utili con meno di 400 parole, va bene ugualmente. Di contro, in caso di contenuti molto estesi, potresti arrivare anche a 2000-3000 parole all’interno di una singola pagina. Suddividendo il testo in sezioni con relativi titoli, la lettura sarà ben organizzata e la sua lunghezza può incidere positivamente sul tempo di permanenza dell’utente nella pagina web.

Frasi chiare, concise e scorrevoli

Mi sono già soffermato su quanto sia fondamentale che il testo risulti scorrevole, chiaro e piacevole da leggere. Evita pertanto frasi troppo lunghe o complesse, poiché potrebbero rendere la lettura faticosa e poco fluida.

Ricorda che, quando comunichi tramite un sito web, non devi scrivere dei romanzi e non c’è uno stile predefinito a cui attenersi. Abituati, invece, a scrivere informazioni chiare e dirette, andando subito al punto.

Le parole di transizione

Durante la scrittura dei testi, utilizza frequentemente e in modo appropriato le parole di transizione. Il loro obiettivo è collegare le diverse parti del discorso migliorandone la scorrevolezza. Google le valuta positivamente ritenendole estremamente utili poiché ottimizzano la leggibilità di un testo.

Esempi tipici di parole di transizione sono:

  • e
  • perché
  • così
  • perciò
  • mentre
  • di conseguenza
  • dunque
  • quindi
  • pertanto
  • inoltre
  • infatti
  • nondimeno
  • tuttavia.

Non fare economia del loro uso: l’ottimizzazione SEO dei testi ne trarrà sicuramente beneficio.

I link interni ed esterni

Tra gli elementi più importanti che dovrai curare per l’ottimizzazione SEO dei contenuti di una pagina web ci sono i link interni ed esterni.

Cominciamo dai primi.

Come puoi ben immaginare, si tratta di collegamenti ipertestuali che permettono all’utente di passare da una pagina all’altra all’interno dello stesso sito. Sono elementi fondamentali per soddisfare gli intenti di ricerca dell’utente, visto e considerato che attraverso i link interni potrà approfondire alcune tematiche, senza dover uscire dal sito e cercare informazioni altrove.

Proprio per questo motivo vanno utilizzati ponendo la massima attenzione alla pertinenza degli argomenti a cui si collegano, avendo cura di evidenziarli attraverso l’uso di colori diversi dal testo generale o con delle sottolineature che rendono evidenti la loro presenza al lettore. Se ben gestiti, hanno anche l'effetto di prolungare il tempo di permanenza degli utenti tra le pagine del sito.

Se i link interni hanno un’elevata importanza per la SEO, lo stesso si può dire per i link esterni. Eppure, nonostante ciò, ancora oggi alcuni web designer scelgono di non utilizzarli temendo di ridurre il valore del sito o pensando di distrarre l’utente. È esattamente il contrario!

Se i link esterni rimandano a pagine correlate e coerenti all’argomento, e verso fonti autorevoli e affidabili, Google premierà la tua scelta di farne uso. Il motivo è semplice: permettere all’utente di soddisfare o approfondire le sue ricerche mediante il suggerimento di contenuti esterni al sito web, è per il motore di ricerca un elemento e fattore di qualità.

Gli elenchi puntati

Anche di questo argomento abbiamo già fatto cenno.
Alle persone generalmente piacciono gli elenchi puntati, ma è importante non abusarne. Il loro pregio sta nel fornire al lettore un modo chiaro e sintetico per conoscere concetti chiave di un discorso più ampio e articolato, o per trasmettere una serie di informazioni che altrimenti potrebbero risultare più difficili da comunicare.

Peraltro, l’utilizzo degli elenchi tende a essere molto versatile. Puoi infatti usarli per:

  • riassumere informazioni in forma ordinata e sintetica;
  • richiamare l’attenzione del lettore su alcuni temi o concetti che ritieni particolarmente importanti;
  • evidenziare i punti salienti che andrai ad affrontare in altre sezioni;
  • inserire parole chiave a coda corta e a coda lunga con facilità e senza dover forzare il testo.

In conclusione, gli elenchi puntati sono risorse preziose per migliorare la chiarezza e l'impatto dei tuoi testi. Se utilizzati saggiamente, possono massimizzare il potere comunicativo dei contenuti delle pagine web.

La qualità dei testi

Molte persone pensano che Google non sia capace di riconoscere pagine web con testi abborracciati, mal scritti, poco coerenti o con errori grammaticali. Non è così. Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale dei motori di ricerca sono oggi molto evoluti e capaci di distinguere un testo di qualità da uno scadente.

Quindi, se vuoi portare il tuo sito web a primeggiare nelle SERP, non puoi fare a meno di impegnarti nello scrivere testi chiari, grammaticalmente corretti e piacevoli da leggere.

Le ragioni per cui dovresti porre l’attenzione su queste cautele sono davvero numerose. Tuttavia, per evitare di addentrarci in motivazioni troppo tecniche, prova a pensare alla semplice evidenza che nessuno vorrebbe leggere le informazioni che sta cercando in testi confusi, privi di logica o pieni di errori grammaticali.

È molto probabile che, se queste sono le caratteristiche dei testi che utilizzi nel sito che gestisci, la maggior parte dei lettori sarà facilmente portata ad abbandonare le pagine ritenendole non appropriate o non idonee.

Un tool in tuo aiuto: Yoast SEO

Se il tuo sito è realizzato con WordPress, c’è un plugin molto utile che potrebbe darti una mano nel redigere testi ben ottimizzati.

Si chiama Yoast SEO ed è attualmente utilizzato in migliaia di siti web in tutto il mondo per realizzare, in modo intuitivo e guidato, testi che tengano conto delle specifiche che abbiamo affrontato in questo capitolo. La versione base è gratuita e dispone di una serie di strumenti che potrebbero risolvere buona parte dei tuoi dubbi sulla corretta elaborazione dei testi in chiave SEO. Esiste, però, anche una versione a pagamento che ha delle funzionalità ancora più avanzate, molto utili per le persone particolarmente esigenti.

 

 



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