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Fondamenti tecnici per l'ottimizzazione del sito
(Dal libro "Manuale operativo sulla SEO")

 


Torniamo in questo capitolo a parlare della SEO Tecnica e della SEO on-site, ovvero di tutti quegli accorgimenti e interventi che migliorano la qualità generale del sito, le sue prestazioni e il suo valore tecnico. Questi rappresentano il fondamento di un sito ottimizzato e capace di offrire agli utenti un'esperienza di navigazione di alta qualità.

Fondamenti tecnici per l'ottimizzazione del sito


Lusabilità

Nel nostro ambito, l’usabilità si riferisce alla qualità della navigazione tra le pagine di un sito web. Quando un utente trova le informazioni velocemente, con facilità e si muove da una sezione all’altra senza complicazioni e rallentamenti, possiamo dire di avere un sito con una buona usabilità e in cui la consultazione delle pagine risulta piacevole e positiva. Concorrono a questa caratteristica diversi elementi, tra cui: la disposizione e l’alberatura dei pulsanti nella barra di navigazione, pagine responsive che si adattano a ogni tipo di device, i link interni ed esterni, la presenza di link di navigazione nel footer, come pure pagine pulite e ben strutturate. Anche un motore di ricerca interno può contribuire alla reperibilità agevole e veloce delle informazioni nel sito web. La presenza di tutti questi elementi ne decreta un'esperienza positiva per le persone che ci navigano.

In merito alla barra di navigazione, una pratica che migliora l’usabilità di un sito consiste nel creare menu e sottomenu raggruppando le voci per categorie, mettendo quelle importanti nella parte superiore e via via posizionando le voci meno rilevanti. Una buona regola è mettere in condizione gli utenti di reperire le informazioni con il minimo numero di click possibili, massimo tre, non di più. La condizione ideale è uno o due click.

Anche l’organizzazione ordinata dei contenuti nelle pagine web contribuisce a rendere un sito piacevolmente consultabile, evitando di riempirle con un numero eccessivo di elementi.

Il server

Il server deve essere efficiente, veloce e non sovraccaricato dalla presenza di centinaia di siti web. Alcuni provider offrono servizi a basso costo, ma tendono a ospitare un numero eccessivo di siti sulle loro macchine, il che può rappresentare un problema per la SEO. È preferibile evitarli.

Un server di qualità e ben protetto da attacchi informatici è la migliore scelta che puoi fare se intendi investire nel posizionamento di un sito web. Non fare economia su questo servizio.

Più avanti nel libro, in un capitolo dedicato, ti consiglierò alcuni strumenti per verificare le prestazioni e la velocità di caricamento delle pagine di un sito.

La velocità del sito

Non è solo il server che deve essere prestante e veloce, ma anche le pagine web del sito che stai ottimizzando. Un codice HTML "sporco" (con molte parti non utili), l’uso di troppi plugin, fotografie pesanti, pagine con video o audio incorporati e la presenza di contenuti non correttamente ottimizzati o necessari, possono rallentare l'apertura delle pagine e disincentivare gli utenti dal navigarci.

Pertanto, è fondamentale evitare la realizzazione di pagine web e siti lenti, poiché penalizzano sia l'esperienza degli utenti sia il posizionamento sui motori di ricerca.

Il nome di dominio

Se hai un dominio già attivo da qualche tempo, tieniti quello, a meno che non riporti un nome che nulla ha a che fare con la tua attività.

Esiste una convinzione comune secondo cui un nome di dominio efficace dovrebbe includere parole chiave al suo interno. In realtà, nessun motore di ricerca ti penalizzerà se nel dominio non sono presenti delle keyword. Dunque, puoi tenere tranquillamente quello che già usi. Se invece non ce l’hai, può avere un certo senso cercare di registrarne uno che contiene parole chiave, ma senza forzare troppo la cosa. Se, ad esempio, vuoi valorizzare il tuo brand, non registrare un dominio con un nome diverso da esso solo perché vuoi che siano presenti delle parole chiave. Il dominio che uso io è www.salamone.it e non ho mai pensato di cambiarlo in www.seo-agency-torino.it. Ma se non ti interessa promuovere il tuo brand e sei, ad esempio, un falegname di Milano, allora ha un senso cercare di registrare un dominio del tipo www.falegname-milano.it. Google ne terrà conto, ma per esperienza posso dirti che non è un elemento determinante. Le SERP di Google sono piene di siti ben posizionati che non riportano le parole chiave nei domini. Ci facciamo due domande? Su questo tema spesso si pone troppa enfasi.

Invece, un fattore di cui tenere conto in ambito SEO è la sua anzianità: un dominio che ha qualche anno di vita viene ritenuto da Google sicuramente più affidabile di uno appena registrato. Questo sì che è importante. Quindi, se hai un dominio "anziano" tienitelo stretto.

Luso dei meta tag

Torno a parlare di questo argomento per consigliarti di usare almeno questi quattro meta tag: Title, Description, Author e Robots. Soprattutto ai primi due dedica particolare attenzione e prenditi il tempo necessario per scriverli con cura.

Il tag Title deve riportare la parola chiave primaria, quella più importante che dà il titolo a tutta la pagina, a cui i contenuti fanno riferimento. Per esempio, se la pagina a cui stai lavorando si intitola "Esperto SEO a Torino", è normale che buona parte dei contenuti e dei concetti ruotino intorno alla parola chiave "Esperto SEO Torino". Per una efficace ottimizzazione, questa stessa parola deve essere inserita nel tag Title.

Lo stesso concetto vale per il meta tag Description: nella descrizione che elaborerai dovrai inserire la stessa parola chiave o una sua variante, oppure dei sinonimi. Poiché il titolo e la descrizione appariranno nelle SERP, è rilevante che i testi risultino coinvolgenti e che possano riuscire a persuadere l’utente a entrare nella pagina.

Il certificato SSL

Tutti i siti devono avere il loro certificato SSL, anche se non usano moduli per l'inserimento di dati sensibili o sistemi per le transazioni di pagamento.
È brutto e poco incoraggiante collegarsi a un sito e vedere il simbolo del triangolo con il punto esclamativo accompagnato dalla scritta "Non sicuro": mette in allarme l’utente che, notandolo, potrebbe non voler proseguire la navigazione nelle pagine web. Proprio per questo motivo, la mancanza del questo certificato risulta un fattore penalizzante per il posizionamento di un sito nei motori di ricerca. Quindi, va assolutamente utilizzato. Qualsiasi fornitore di servizio hosting offre assistenza per la sua attivazione.

Il file .htaccess

Il file .htaccess è un documento di testo che viene caricato nella cartella principale del sito, in particolare sui server web che utilizzano Apache o sistemi compatibili. Il suo scopo è dare alcune informazioni ai motori di ricerca. Ad esempio, è possibile inserire nel file un codice di reindirizzamento chiamato "Redirect 301", molto utile quando una pagina web esistente viene sostituita con una pagina nuova con un URL diverso. Un altro caso in cui risulta utile il file .htaccess è per inserirvi una direttiva per comunicare al motore di ricerca che una certa pagina è stata cancellata definitivamente dal sito, in modo che possa avvenire la sua deindicizzazione. Lo si fa tramite il "Redirect 410".

Se non sai cosa sono il "Redirect 301" e il "Redirect 410" puoi trovare le definizioni nel glossario tecnico. In ogni caso, riprenderemo l'argomento nel capitolo "Restyling del sito web".

Collegati a questo link per vedere un esempio di file .htaccess:

Cos’è e come si usa il file htaccess


Il file robots.txt

Il file robots.txt è un documento di testo che, come il file .htaccess, viene caricato sul server, nella cartella principale del sito web. La sua funzione è di riportare alcune istruzioni (chiamate direttive) utili per i motori di ricerca. Uno dei suoi compiti principali è comunicare al crawler quali documenti, cartelle e pagine del sito scansionare e indicizzare e quali invece ignorare.

Le direttive più utilizzate sono:

  • Disallow, che impartisce il comando di non scansionare una certa cartella, pagina web o documento;
  • Allow, la cui funzione è di indicare quali sono i documenti da scansionare e indicizzare. Si può, ad esempio, con Disallow comunicare di non considerare una cartella del sito e con Allow di scansionare e indicizzare un file specifico presente in quella cartella;
  • Sitemap, che serve a indicare al motore di ricerca qual è la posizione esatta del file sitemap.xml.

Collegati a questa pagina per vedere un esempio semplice del codice contenuto in un file robots.txt:

File Robots.txt: cos’è, a cosa serve e come crearlo per la SEO


Il file sitemap.xml

È un file che contiene un elenco completo degli Url delle pagine web di un sito. Chi usa un CMS come WordPress, troverà facile crearlo con l’uso di un plugin specifico. Una valida alternativa è Screaming Frog, uno strumento che lo crea in automatico partendo semplicemente dal dominio del sito. Dopo averlo generato, il file può essere caricato su Google Search Console. Il suo scopo è quello di comunicare al motore di ricerca tutte le pagine di cui è composto un sito web, facilitando il lavoro di scansione del crawler.

Nota
In merito ai file ".htaccess", "robots.txt" e "sitemap.xml" ne ho voluto parlare per portarti a conoscenza della loro esistenza e importanza.

Aggiungo che sul web esistono diverse risorse che ci aiutano nella loro creazione e gestione. Si tratta di tool e piattaforme per generare, ad esempio, il codice da inserire nel file "robots.txt" o per creare il file "sitemap.xml". Inoltre, su YouTube trovi diversi video e approfondimenti che trattano l'argomento.


In questo articolo abbiamo esplorato i principali fondamenti tecnici per l'ottimizzazione del sito, dal miglioramento dell'usabilità all'importanza del server, passando per la gestione dei meta tag, dei file di configurazione e del certificato SSL. Questi elementi, se curati con attenzione, contribuiscono a creare un sito performante, sicuro e facilmente accessibile sia agli utenti che ai motori di ricerca.

Il lavoro tecnico svolto "dietro le quinte" è spesso la chiave per ottenere risultati concreti in termini di posizionamento e user experience, dimostrando quanto la SEO non sia solo una questione di contenuti, ma anche di solide basi tecniche.

 

 



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